Being Cocchi- ammaliata dall’Americano

Piedmont Lady alle prese con un Americano: il comunissimo cocktail? un giovine e aitante californiano? – come poterselo immaginare diverso! Non proprio… trattasi bensì di una meraviglia dorata, un’esperienza sensoriale che partendo dalla vista passa ai piaceri dell’olfatto e Splash! l’agrumato che ti salta in bocca… e un po’ è dolce e un po’ ti disseta, un po’ ti viene voglia di ripetere l’operazione perché no, non hai ancora capito tutto quel che c’è, quel cedro candito mai stucchevole e quel bergamotto, quei fiori intensi e quel retrogusto amaro che ti fa venir voglia di ripetere il rito: ghiaccio, Americano Cocchi, soda e una scorzetta di arancia. Questo è IL Vermouth signore e signori, ideato a fine ottocento da un toscanaccio di nome Giulio Cocchi che, innamoratosi della città del Moscato e non solo (fu una giovane astigiana, figlia del proprietario del bar in piazza Alfieri che ancora oggi porta il nome di Cocchi, a esser la ragione principale della permanenza dell’eclettico in loco e magari anche fonte di ispirazione e suggestioni, dico io). La famiglia Bava di Cocconato dal 1978 ha acquisito l’azienda che si affianca alla tradizionale produzione di vini e spumanti, con un risultato a dir poco strabiliante. Il Vermouth Cocchi oggi come oggi si vende nei migliori bar a livello mondiale, e per fortuna noi ce l’abbiamo a portata di mano (nel Monferrato e nell’Astigiano), basta saperlo cercare… e Sbam!, il folle amore.

Frase del giorno: CocChi, naturalmente ChiC

Ma continuiamo con la Piedmont Lady alle prese con l’Americano. E’ successo che passando parecchio tempo libero ad Aramengo d’Asti (sì, esiste ed è un posto bellissimo!), la Piedmont sia felicemente scivolata fino a Cocconato per collaborare all’organizzazione di un festival estivo (articolo a parte tra pochissimi giorni!), che vedrà come protagonisti musica e vermouth- mica male no? Complice Roberto Bava che si definisce il “fun manager” dell’azienda, è avvenuta la magia: una mattinata di serissimo divertissement haute gamme. Con l’innovativo kit di degustazione approntato dalla famiglia, pare di giocare con i colori, i profumi e i sapori svolazzando dall’Americano a base di Moscato al Cocchi Rosa con base di uve a bacca rossa, passando per lo Storico Vermouth di Torino più balsamico e gingerizzante, fino al Barolo Chinato… il tutto in un’atmosfera d’antan, conviviale, naturalmente ChiC, ecco.

E allora… InCoCchiamoci seriamente!

C’è poi il Cocchi Riserva Venaria Reale (vedi foto), una chicca che in pochissimi hanno avuto il piacere di avere tra le fila dei propri amari & co.- ad esempio il Savoy di Londra– , giacché si tratta di una tiratura limitatissima di 1891 bottiglie, guarda caso la data di nascita dell’azienda Cocchi… insomma, tra un Cocchi Royale e un assaggio di Parmigiano Reggiano (ci sta benissimo), una visita alla sala della musica che ospita les pupitres con il metodo classico, un tripudio di oggetti vintage da far andare su di giri anche il più morigerato degli hipster (concedetemela questa), mi toccherà tornare in cantina per fare un piccolo ripasso.

Troppi vermouth per una sola Lady. Sì, diciamo così.

 

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