Tutto il GANCIA che non ti aspetti- bollicine mon amour

Gancia. “Ma non era quello dello spumante abbinato al panettone?”

Eh no. Oggi vi accompagno in una storia centenaria fatta di cantine sotterranee immense, paesaggi mitici, umanità, e una riscoperta: un raffinatissimo Metodo Classico Made in Gancia.

ANNI ’80 da BERE e ANNI ’90 DA DIGERIRE, un controverso ventennio da lasciarci alle spalle e tornare agli attuali  ANNI ’10; un tuffo nel presente che affonda le sue radici in un fulgido passato, addirittura risalente al 1850, quando la cantina Gancia nacque ad opera di Carlo Gancia, il creatore di quello che i francesi chiamano Champagne e noi italiani chiamiamo Metodo Classicoovvero la spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia.

Gancia, ma non è un’industria del vino e stop?

NON SOLO! Un’alchimia che scende nel bicchiere, pare oro liquido, un vero e proprio firmamento di circa un milione di bollicine a calice; questo è quello che ho assaggiato, durante una splendida cena “revival” in quel di Asti, precisamente al Ristorante Cambio Cavallo. Una degustazione che andava dal Pinot rosé, al Blanc De Blanc, al Millesimato 18,  24, 36 e 60 mesi.

Il risultato gustativo? Da WOW!

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Ma il Metodo Classico quando lo bevo?

A TUTTO PAS-to, direi. E se poi avete la fortuna (come me in questo caso) di incontrare uno chef del calibro di Giampiero Vento a decidere il giusto “matching”, non potrete fare altro che amare profondamente qualcosa di cui andavate alquanto scettici…

Qualche esempio per farsi venire l’acquolina in bocca e qualche spunto da vero chef?

Ecco gli abbinamenti della serata dedidicata a Gancia, firmato Giampiero Vento:

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Dal “WOW” che mi sono portata a casa, un giorno di fine agosto temporalesco e burrascoso mi sono spinta fino a Canelli, scollinando da Alba nei paesaggi dell’Alta Langa che portano in sé un sentore di “montagna”, scendendo poi fino ai luoghi di Cesare Pavese. Si passa così dalla provincia di Cuneo a quella di Asti in un attimo, le due provincie che rappresentano per me il Piemonte che preferisco; esso mi accoglie con le sue irsute colline del Moscato d’Asti Docg, colline che hanno fatto la storia e la fortuna di questa gente che non ha mai abbandonato la fatica della vigna.

F.lli GANCIA di Canelli: entrare in più di 160 anni di storia.

LA CANTINA: un tour che consiglio a tutti, una realtà che sorprende, anche e soprattutto a livello umano; perché non si tratta di una semplice e fredda “fabbrica del vino”.img_20160830_164240

E’ una città dentro la “città”Canelli si profuma d’uva durante la vendemmia, di mosto durante l’inverno, di legno delle botti, di magia. E tutto grazie alla presenza costante, da più di 150 anni, di una sola azienda.

La prima sensazione è quella di un’azienda famigliare. Durante tutto il percorso, addetti, tecnici specializzati, commerciali, ecc. sembrano tutti molto fieri della propria appartenenza e contributo. E fanno bene.

Mi accompagna infatti il gentilissimo responsabile delle Cantine del Metodo Classico, Andrea Capussotti, che parla dell’azienda con la stessa cura e passione che potrebbe avere un vignaiolo per la sua azienda.

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Dalle immense cantine sotterranee, dove l’occhio si perde tra le classiche pupitres e le antiche botti, un altro tuffo al cuore mi attende: la sala dei “cimeli” Gancia: tutti i manifesti, le “réclames”, le targhe dell’epoca in una collezione a dir poco inestimabile ed emozionante. In un altro spazio ci troviamo poi nel lounge in stile anni ’50, con bancone del bar dell’epoca, poltrone in pelle e tavolini dove, già me li vedo, durante le feste aziendali gli uomini si soffermavano a sorseggiare cognac e fumare sigari toscani.

 

 

 

 

 

La produzione annua? Andrea mi dice che per il metodo classico ci si attesta intorno alle 60mila bottiglie, che per un gigante come la Gancia che produce milioni di bottiglie, è una piccola chicca da promuovere, far conoscere e custodire con cura.

Il mio preferito? Per ora, è il 36 mesi! Ottimo da sorseggiare puro, gradevolissimo per qualsivoglia festeggiamento; pinot nero e chardonnay assieme per un perlage finissimo e un carattere da appuntare sul quadernetto delle degustazioni (per chi ne fosse munito).

Lo sapete poi che Gancia produce anche degli ottimi Vermouth? No? Ebbene, provate a mixare l‘Americano Gancia con 1/3 di Metodo Classico 36 mesi, ghiaccio e scorzetta di limone per un aperitivo di quelli ad libitum.

Se poi lo si beve a fine visita e serviti direttamente dal cantiniere in persona, con la testa piena di meraviglia e gratitudine, il risultato è ancora più perfetto.

Talento, sfide, storia, ostacoli e “testa dura” fanno di Gancia un’azienda da riscoprire ogni volta.

E da amare.