La nebbia che d’inverno sa di… Bagna Cauda!

Bagna Cauda. I puristi piemontesi la vorrebbero scritta come Bagna cAOda – molto più efficace nella pronuncia, quella “ao” che dà subito l’idea di quanto AmOre per le vocali grasse e aperte si trovi nel dialetto piemontese.

31 gennaio 2017, Milano, cielo grigio, freddo becco e il compleanno della mia amica Benedetta (no, non quella di Cotto e Mangiato, molto ma molto meglio), che va matta per la bagna, mi sembrano le condizioni ideali per rinfrescare la memoria e parlare di un piatto che in Piemonte è una vera e propria istituzione. Nemmeno traducibile, d’altronde.

LA ODI o LA AMI, niente sfumature. Ciononostante, l’anno scorso alcuni diabolici residenti del Monferrato hanno avuto  un lampo di genio pubblicitario oltre ogni immaginazione- doverosa citazione la mia per la pro-loco di Cortadone (vedi locandina qui di seguito)..

50-sfumature-di-bagna-caodaDiavolerie a parte e tornando al succo, anzi alla “bagna” dell’articolo di oggi, faremo un excursus tra fujòt (il classico recipiente di terracotta che accoglie la bagna e il suo lumino per tenerla in caldo, una vera cenetta a lume di candela) ingredienti, varianti, curiosità e trucchetti che gravitano attorno al piatto più sorprendente della cucina di casa Piedmont.

Una prima affascinante caratteristica della Bagna Cauda è che, oltre a essere una sorta di consommé che associa ingredienti “insoliti” come acciughe spagnole rosse, abbondante aglio e olio, rischia di diventare, da piatto popolare e di montagna (nonostante le acciughe, sì) una vera e propria sciccheria… hanno sicuramente colto questa versatilità glamour- fatemi sognare- gli organizzatori de il meraviglioso #bagnacaudaday, gli ingegnosi Astigiani, associazione culturale che pubblica un omonimo mensile di gran gusto, ideando la coinvolgente manifestazione in quel di Asti; il #BCD (citando il sito “all’inglese ma anche alla piemontese se preferite cioè Bagna Cauda D’Aj, ovvero aglio”) vede una riscoperta della tradizione in un’ottica internazionale e di rilancio della cittadina, perché anche le tradizioni possono essere divertenti.

In cosa consiste esattamente il #bagnacaudaday?bagna-cauda-sito-300x224

  • 150 locali tra Asti, resto del Piemonte, Liguria e Mondo che per un interno weekend servono in via esclusiva la Bagna Cauda, a un prezzo uguale per tutti: “siamo tutti nella Bagna”, il motto.
  • Barbera Kiss: il bacio di Mezzanotte, coraggiosissimo, in piazza ad Asti dopo aver mangiato la bagna. 12 rintocchi, 12 lunghi secondi di baci all’aglio—> la barbera risolve tutto però, fidatevi.

E poi il kit con tanto di bavaglio, la marciacauda, il vermouth in quota e tanti altri momenti per un weekend lungo e fuori dal comune. Prenotare è d’obbligo. Quest’anno il mio #BCD l’ho passato nel superbo Ristorante CambioCAvallo di Asti, con degli abbinamenti da far girare la testa (d’aglio!).

Tornando a lei, alla bagna… ma come si fa la Bagna Cauda e come viene servita?

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Ingredienti per 12 persone:

  • 12 teste d’aglio (sì, avete capito, 1:1 è il rapporto delle teste!)
  • 6 bicchieri da vino di olio d’oliva e, se possibile, un bicchierino di olio di noci
  • 6 ettogrammi di acciughe rosse di Spagna

In sostanza, da mia esperienza decennale di bagna cauda casalinga, il procedimento è piuttosto semplice; si spreme l’aglio dopo averne accuratamente rimosso l’anima (germoglio) con l’apposito strumento che ogni piemontese che si rispetti riceve in regalo dalla nonna, lo si fa “sciogliere”– o consumare per utilizzare un italiano più corretto- nella pentola di coccio con un bicchiere di olio e, se avete la fortuna di disporre di una stufa a legna meglio conosciuta come putagé, pian piano si aggiungono le acciughe dissalate, da far “sciogliere” anch’esse… per poi ricoprirle di olio e via così. Per evitare di fare fesserie, qui il Link serio grazie allo staff del #bagnacaudaday.

Come evito di far morire di asfissia fidanzato/o/a/i , coinquilini vari e famigliari il giorno seguente?

  1. Fate mangiare ai suddetti e suddette la Bagna Cauda con voi.
  2. Utilizzate ingredienti di prima qualità, ad esempio un prodotto clinicamente testato per voi dalla sottoscritta. L’aglio di Caraglio (un nome, un programma) un presidio Slow Food che tutela l’aglio più delicato e digeribile dell’universo a me conosciuto.
  3. Trucchetto della nonna per aumentare quantità e digeribilità (in realtà, e sto dicendo un’eresia lo so) sospetto che l’aggiunta di latte e farina (o panna, ma in quanto a digeribilità non saprei) sia sempre stata fatta per fare della bagna cauda non solo un piatto più leggero, bensì meno costoso. L’olio d’oliva COSTA! (e le famiglie contadine lo sanno). Ma questa rimane un’opzione da non considerare, basta condizionamenti e traumi infantili.
  4. Giocare sporco. E cioè? Qui lo zampino di quelli del #bagnacaudaday: andate a vedervi. l’atea, la bagna cauda senz’aglio.
  5. Astenersi dal mangiare la bagna cauda: in alternativa, bere abbondante barbera, anche la piacevolmente vivace ma non troppo del Monferrato, e mangiare pane, olio e verdure cotte e crude… e carne all’albese. Ma a meno che non siate allergici agli ingredienti, non riuscirete a farne a meno una volta sentitone il profumo.

    Cosa bevo mangiando bagna cauda?barbera-stradivario-bava-piedmont-lady

Qui la risposta per me è piuttosto univoca. Barbera del Monferrato vivace ma non troppo, corposa, oppure una Barbera d’Asti, una Barbera d’Alba. Ho già detto Barbera? qui in foto la splendida barbera bevuta durante la cena al #BCD, una straordinaria barbera d’Asti superiore del 2003, della famiglia BAVA . Un sogno, peccato mi sia già svegliata.

bagna-cauda-piedmont-lady-cambiocavallo

 

 

 

 

 

Cosa ci intingo?

  1. Tutte le verdure invernali, crude e cotte, nella loro migliore espressione. Fanno da padrona il cardo gobbo, il topinambur, il peperone cotto al forno, la cipolla bionda al forno, le patate, il sedano, il cavolo bianco, e chi più cavoli ha più ne metta. Grandi amori personali: cardo, peperone e cipolle.
  2. Uova da aprire direttamente nella bagna cauda in ebollizione nel vostro fujot personale. Attendere che cuocia e via…
  3. Carne cruda di manzo. O sì. Una tartare d’eccezione.

Bene, ora vado a tirare fuori i fujot e organizzarmi con gli ingredienti per la cena dedicata a quella matta di Benedetta che per il suo compleanno mi ha chiesto la bagna cauda. Se vi è venuta fame o avete qualche dubbio sulla preparazione, resto a disposizione per delucidazioni varie.

W i milanesi sciccosi e W la bagna cauda.